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Aringo
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mwfqAringo è una mwfgfrazione di mwfwMontereale, piccolo paese dell'mwgaAlta Valle dell'Aterno, situato alle pendici del mwgqMonte Civitella (mwggMonti dell'Alto Aterno), nelle vicinanze della mwgwsorgente del fiume Mondragone, origine del fiume mwhqAterno, sulla mwhgStrada statale 260 Picente che conduce da mwhwPizzoli ad mwiaAmatrice, a ridosso del mwiqParco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, guardando a sud-est verso la conca del mwigMonterealese. La frazione dista circa mwiw5,5 km dal capoluogo comunale.

Contents

Storia
Flora
Fauna
Note

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Storia

Edificato già in mwjwepoca romana lungo la via Calatina, la antica via lunga circa 125 miglia che attraversava la mwkqSabina, probabilmente deve il suo nome ad un goto di nome Arrigs che alla fine dell'antico evo vi si stabilì per avere il pieno controllo dell'economia agricola della zona grazie alla sua posizione dominante sulla grande pianura che si estende a sud di esso. Attraversata in gran parte dalle acque del fiume mwkgAterno che nasce a nord-est del piccolo centro, la grande pianura fu bonificata presumibilmente tra il mwkwII secolo a.C. e il mwlaI secolo d.C. e conquistata all'mwlqagricoltura.

Nei decenni che seguirono la nascita del mwlwDucato longobardo di Spoleto tutta la zona passò sotto il controllo delle popolazioni germaniche (tra la fine del mwmasecolo VI e l'inizio del mwmqVII) che durò fino alla loro sconfitta da parte dei mwmgFranchi nel 774. Durante i secoli successivi il territorio dove sorge Aringo è stato costantemente caratterizzato dalla presenza dell'uomo grazie alle risorse legate all'agricoltura e al mwmwbosco. A conferma di ciò la nascita e lo sviluppo di numerosi insediamenti dai nomi che si riferiscono a nuclei fortificati oltre alla presenza di numerose strutture religiose nella zona. In particolare ad Aringo è attestata la presenza di due chiese nel 1327, una dedicata a mwnaSan Nicola e una a mwnqSan Sebastiano.

Tra i mwnwsecoli XIV e mwoaXVII, a seguito della continua mwoqcrescita economica che portò ad un'espansione territoriale generale, si decise di riunire le 36 ville (villaggi) appartenenti a mwogMontereale in 4 quarti (quartieri): S. Maria, S. Giovanni, S. Pietro e S. Lorenzo. Aringo fu inserito nel quarto di S. Maria.

Fu prima di pertinenza del municipium romano di mwpaAmiterno e a partire dalla fine del mwpqsecolo VIII entrò a far parte della diocesi di mwpgRieti. Nel 1816 insieme al territorio di mwpwMontereale fu inserito nella circoscrizione di mwqaL'Aquila.

Durante la mwqgseconda guerra mondiale fu sede di un comando tedesco probabilmente sempre per la sua posizione strategica lungo la strada che dalla città di mwqwL'Aquila conduce ad mwraAmatrice e quindi sulla mwrqvia Salaria.

Terremoti

Il territorio di Aringo cade a metà tra la zona sismica del Nursino e quella dell'Alto Aterno. Ricordiamo le date dei più potenti terremoti che lo hanno colpito: 1209 (violento), 1279 (distruttivo) con epicentro tra mwsqCamerino e mwsgSerravalle di Chienti, 1328, 1352, 1389 con epicentro nell'alta mwswVal Nerina, 1458 (distruttivo), 1599/1600 con epicentro presso mwtaCascia, 1639 (terribile e spaventoso) con epicentro tra mwtqAmatrice e mwtgCampotosto, mwtw1703 (devastante) con epicentro tra mwuaRieti ed mwuqAmatrice, 1730 con epicentro presso mwugNorcia, 1950 (violento), 6 aprile 2009 (violento) noto come mwuwterremoto dell'Aquila del 2009. Danni iniziali modesti si sono verificati con il mwvaTerremoto del Centro Italia del 2016 e del 2017, ma la situazione è nettamente peggiorata con le successive scosse del 30 ottobre 2016 (epicentro mwvqNorcia) e del 18 gennaio 2017 (epicentro nei pressi di Aringo) che hanno provocato numerosi danni alle strutture e determinato ordinanze di sgombero delle abitazioni gravemente lesionate.

Geografia fisica

Territorio

Piccolo centro rurale della mwxqprovincia dell'Aquila, sorge in una zona ricca di polle e di acque sorgive dell'mwxgAbruzzo nord-occidentale, a ridosso del confine con il mwxwLazio nei pressi dello mwyaspartiacque primario dell'mwyqAppennino centrale e di quello secondario che divide il mwygbacino idrografico dell'mwywAterno a sud da quello del mwzaTronto a nord e quello del mwzqVelino a ovest, a poca distanza dal mwzgmwzwPasso di Montereale che mette in comunicazione la mwaaconca amatriciana con la zona dell'Alto Aterno.

Si sviluppa lungo un pianoro in lieve pendenza sul dorso collinare, circondato dalle montagne dell'alta Valle dell'Aterno, a circa mwag5 km da mwawMontereale in prossimità del mwbaParco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La sua posizione più elevata rispetto ad altri paesi della zona consente di ammirare dalla parte sud del paese il panorama che si estende sulla sottostante piana di Montereale, ben visibile dal Colle dell'Ara e dal Colle della Città. Da paese diparte una strada che sale fino al mwbqLago di Campotosto passando per mwbgPoggio Cancelli.

I rilievi circostanti sono per gran parte ricoperti da mwcaboschi di mwcqcerri, mwcgcastagni e mwcwfaggi. Il mwdaclima è tipico delle località di montagna con mwdqtemperature invernali che raggiungono punte minime di mwdg−20 °C e temperature estive decisamente più alte che possono superare i mwdw30 °C nei periodi più caldi.

Il Paese

Il paese è caratterizzato da numerosi vicoli che si diramano internamente dalla strada principale e da mwfgsentieri e vecchie mwfwmulattiere che si sviluppano esternamente al centro abitato.

Caratterizzato da attività legate soprattutto all'mwgqagricoltura e alla mwggpastorizia, è oggi abitato da pochi nuclei familiari. Il numero dei residenti non supera le 50 unità, anche se nei fine settimana e soprattutto durante il periodo estivo si verifica un ritorno consistente verso questa località da parte di villeggianti.

Ambiente

Flora

Ricca e varia è la mwhgflora presente in questa zona dell'mwhwAppennino centrale di media altitudine. Tra le piante più diffuse nei boschi troviamo mwiafaggi, mwiqabeti bianchi, mwigpioppi, mwiwbetulle, mwjaaceri, mwjqnoccioli, insieme a mwjgcerri, mwjwcastagni, mwkafrassini e mwkqroverelle, mwkgpini neri, mwkwciliegi e sorbi di montagna.

Per quanto riguarda le specie di arbusti segnaliamo la mwlgginestra, la mwlwfelce, il mwmabiancospino, il mwmqginepro, la mwmgrosa selvatica e l'mwmwagrifoglio. Sui prati nascono spontaneamente mwnaanemoni, mwnqgenziane, mwngprimule, mwnwviolette, mwoapeonie, mwoqmargherite e mwogcampanule.

Tipici prodotti del sottobosco sono i mwpalamponi, i mwpqmirtilli, le mwpgfragole di bosco, le mwpwmore e i mwqaribes. Nei periodi meno freddi dell'anno compresi tra la primavera inoltrata e l'autunno è facile rinvenire numerose varietà di mwqqfunghi. In rare occasioni anche il tartufo estivo.

Fauna

La mwsqfauna è composta principalmente da mammiferi come mwsgcinghiali, mwswscoiattoli, mwtatassi, mwtqlepri, mwtgghiri e mwtwmoscardini. Molto diffusa è la mwuadonnola insieme alla mwuqfaina, la mwugvolpe, la mwuwpuzzola e l'mwvaistrice. Meno comuni da incontrare sono il mwvqlupo, la mwvgmartora e il mwvwgatto selvatico.

Per quanto riguarda gli mwwquccelli, il più significativo è senza dubbio l'mwwgaquila reale che insieme al mwwwfalco pellegrino sono ancora presenti anche se sempre più rari. Da segnalare la mwxapoiana, lo mwxqsparviero, il mwxgcuculo, il mwxwgheppio, il mwyafringuello e il mwyqpicchio insieme alla mwygcoturnice, il mwywbeccaccino, il mwzafrullino, il mwzqmerlo, il mwzgpettirosso e il mwzwcroccolone. Tra le specie notturne più comuni troviamo il mw0agufo reale, la mw0qcivetta, il mw0gbarbagianni e l'mw0wallocco. Tra i mw1arettili da segnalare la mw1qvipera aspide e la mw1gvipera dell'Orsini, diffusi insieme a diverse specie di mw1wserpi e mw2abisce. Le specie ittiche comprendono la mw2qtrota, la mw2gcarpa, la mw2wrovella, la mw3atinca, il mw3qcoregone e il mw3gluccio.

Prodotti tipici

I prodotti caratteristici di questa zona derivano per gran parte dall'uso della mw4qcarne, considerato che l'mw4gallevamento è tra le attività più diffuse: tra i più comuni ricordiamo il mw4wmaiale, la mw5apecora e l'mw5qagnello. Da sempre hanno caratterizzato la mw5gcucina di questa zona essendo presenti in molte mw5wricette. In particolare il maiale che fin dal passato ha rappresentato una risorsa per la popolazione locale in quanto quasi tutte le sue parti possono essere sfruttate. La sua carne inoltre si può consumare sia fresca che stagionata durante tutto l'anno. Tra i più diffusi mw6asalumi, oltre al mw6qguanciale amatriciano e alla mw6gmortadella di Campotosto, ricordiamo la mw6wventricina: esclusivo salume del posto, nasce nei primi del mw7aNovecento, viene preparato con un impasto a base di mw7qpancetta e mw7gsugna macinata e condito con mw7wsale e mw8apepe; successivamente si aggiungono all'impasto tre o quattro mw8qsalsicce (una di mw8gfegato); al termine della stagionatura, rimanendo di consistenza molto morbida, si mangia spalmandola sul mw8wpane. Tra i mw9aformaggi, il più diffuso è senz'altro il mw9qpecorino prodotto dai mw9gpastori stessi.

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. Circa.

Altri progetti

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• Wikimedia Commons

• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Aringo

Collegamenti esterni

• mwaqeSito ufficiale, su aringo.eu.